Half of what I say is meaningless, but I say it so that the other half may reach you. Metà di quel che dico non ha senso, ma lo dico perché l’altra metà possa giungere a te.
Club di LetturaMoving Mind – la palestra della mente |
Half of what I say is meaningless, but I say it so that the other half may reach you. Metà di quel che dico non ha senso, ma lo dico perché l’altra metà possa giungere a te.
Che cosa desideriamo noi vedendo la bellezza? Desideriamo di essere belli; crediamo che a ciò vada congiunta molta felicità. Ma questo è un errore.
Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de’ miei amici o conoscenti dimostrava d’aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli
Ci fu un preludio all’avventura del buon vecchio, ma si svolse senza ch’egli quasi l’avvertisse. In un breve istante di riposo dovette ricevere nel suo ufficio una vecchia donna che gli presentava e raccomandava una fanciulla, la propria figlia. Erano state ammesse alla sua presenza in forza di un biglietto di presentazione di un suo
Emma Woodhouse, avvenente, intelligene e ricca, con una casa provvista di ogni agio e un’indole felice, pareva riunire in sè alcuni dei migliori vantaggi dell’esitenza; ed era vissuta circa ventun’anni nel mondo senza quasi conoscere dispiaceri e contrarietà.
Lei Malaussène ha un vizio raro: compatisce. 1. Prima c’è stata quella frase che mi ha attraversato la mente: “La morte è un processo rettilineo. ” Il genere di dichiarazione poco sfumata che uno si aspetta piuttosto di trovare in inglese: “Death is a straight on process” . . .o giù di lì. Stavo giusto
Un giorno una volpe e un gallo stavano conversando insieme. «Quanti trucchi conosci?», disse la volpe. «Ne conosco tre», disse il gallo. «E tu quanti ne conosci?»
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
Nella vita degli imperatori c’è un momento, che segue all’orgoglio per l’ampiezza sterminata dei territori che abbiamo conquistato, alla malinconia e al sollievo di sapere che presto rinunceremo a conoscerli e a comprenderli; un senso come di vuoto che ci prende una sera con l’odore degli elefanti dopo la pioggia e della cenere di sandalo
È bene ritrovare in noi gli amori perduti, conciliare in noi l’offesa; ma se la vita all’interno ti pesa tu la porti al di fuori.
Era inevitabile: l’odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati. Il dottor Juvenal Urbino lo sentì appena entrato nella casa ancora in penombra, dove era accorso d’urgenza per occuparsi di un caso che per lui aveva cessato di essere urgente da molti anni.
Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi. Ti amo fino agli estremi di profondità, di altura e di estensione che l’anima mia
Prefazione: Non nello stile o nell’abbondanza e nell’utilità delle sue notizie, ma nella sua veracità assoluta consiste la bellezza di questo libro. Son pagine, queste, che registrano eventi realmente accaduti e che io non ho fatto che colorire, senza, per questo, aggiungervi un sovrapprezzo.
Come sono lieto di esser partito! Amico carissimo, che è mai il cuore dell’uomo! Ho lasciato te che amo tanto, dal quale ero inseparabile, e sono lieto! Pure so che tu mi perdonerai. Tutte le altre persone che conoscevamo non sembravano forse scelte apposta dal destino per angosciare un cuore come il mio?